BCE: SI SCALDANO I MOTORI PER L’ACQUISTO DEI TITOLI DI STATO (QUANTITATIVE EASING)

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È bastata una dichiarazione, quella del consigliere esecutivo della Bce Benoit Coeure, a riportare il Btp a 10 anni al 2% e a far annullare alle Borse europee le forti perdite accumulate (Piazza Affari era arrivata a perdere il 2%).  Coeure ha detto che l’acquisto di titoli di Stato è lo «scenario di base» di un eventuale programma di “quantitative easing” targato Francoforte.

«Vedo un ampio consenso all’interno del consiglio direttivo sul fatto che dobbiamo fare altri sforzi per aumentare il tasso di inflazione e sostenere l’economia – ha detto Coeure -. Non è tanto una questione di capire se dobbiamo fare qualcosa – ha spiegato Couere – quanto di discutere del modo migliore di farlo. Se vogliamo avviare delle nuove iniziative, ovviamente dobbiamo raggiungere quei segmenti del mercato dove vi è più liquidità e il mercato dei bond governativi è l’opzione base, il che non significa che compreremo necessariamente solo bond governativi». Secondo Coeure, la Bce ha un dovere tanto «morale» quanto «legale» di rispettare il proprio mandato sull’inflazione, anche se queste misure straordinarie possono effettivamente indurre alcuni governi a non fare la loro parte e proseguire sul terreno delle riforme strutturali.

Dichiarazioni pesanti che contraddicono e neutralizzano di fatto le parole pronunciate ieri mattina dal falco, Jens Weidmann, governatore della banca centrale tedesca, che si è detto scettico sull’uso del programma Qe. ll tasso di inflazione potrebbe scendere sotto lo zero nei prossimi mesi ma anche se dovesse restare a quel livello per diversi mesi non significherebbe necessariamente essere in deflazione, ha aggiunto. Il rischio resta piccolo, secondo Weidman. Non la pensano nella stessa maniera Draghi e le altre colombe in seno al consiglio direttivo della Bce, come anche molti economisti, che ritengono che l’Europa e soprattutto alcuni paesi, come l’Italia, siano già in deflazione.

Nel frattempo la Federal Reserve negli States non ha ritoccato i tassi. E questo accadrà almeno sino al prossimo aprile. La Fed resta indirizzata verso un rialzo dei tassi – con quasi tutti gli esponenti del vertice Fomc a favore di una stretta nel 2015 – ma senza fretta. Nell’aggiornamento delle previsioni economiche e sui tassi, i governatori della Fed pronosticano un’inflazione piu’ debole e strette sui tassi piu’ graduali, con 15 su 17 che vedono un rialzo del costo del denaro nel 2015 e due soltanto nel 2016. Le aspettative sono in media di tassi all’1,125% a fine anno prossimo e al 2,5% nel 2016, entrambi livelli inferiori alle precedenti stime, mentre ora il costo del danaro è praticamente pari a zero (tra 0,00 e 0,25%).
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