PER RILANCIARE L’ECONOMIA RENZI ANNUNCIA NUOVI SGRAVI PER LE AZIENDE CHE ASSUMONO.

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O è un prestigiatore o è un abile politico, Matteo Renzi. In piena, anzi pienissima crisi economica e all’indomani della tragedia di Genova e dintorni, il presidente del consiglio a Bergamo, davanti agli industriali, ha annunciato ieri che le aziende che assumeranno a tempo indeterminato, beneficeranno di agevolazioni fiscali per tre anni: in particolare, non pagheranno per tre anni i contributi. Speriamo non si tratti di un semplice annuncio, uno di quelli cui il primo ministro ci ha abituati in questi mesi.

La necessità di ricorrere a sgravi fiscali per avviare un ciclo di nuove assunzioni è stato sottolineato in più di una occasione anche da queste colonne, in alternativa alla precarizzazione del lavoro, quella che comunque è già stata stabilizzata, pur se con la fissazione di alcuni paletti, con il dl Poletti, il primo pilastro del Jobs Act, e che verrà ad essere completata con i decreti delegati con cui si porrà definitivamente mano, tra l’altro, all’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. E’ nozione assodata e comune che l’aumento degli occupati comporti in automatico un aumento delle risorse disponibili e dunque benefici per l’industria ed il commercio (come anche in genere per i servizi). Questo è pertanto il principale strumento azionabile, insieme alla lotta all’evasione fiscale e ad ulteriori nuovi investimenti in favore dell’economia, per risollevare le sorti del Paese.

Crediamo anche che, con l’uscita di Bergamo, Renzi si sia voluto ingraziare non solo gli industriali, ma soprattutto la sinistra Pd e la Cgil, che il 25 ottobre è chiamata ad una manifestazione nazionale contro le politiche del lavoro del governo, e che vorrebbe organizzare anche uno sciopero generale. Relativamente più semplice, forse, la riuscita con la sinistra del suo partito, che alla fine non è andata alla scissione, ma si è semplicemente limitata alla presentazione di emendamenti al dl governativo nella puntata del Senato.

Sempre ieri a Bergamo, Renzi ha sorpreso ulteriormente la platea parlando di una legge di stabilità non più di 23-24 miliardi, bensì addirittura 30. “In questa legge di Stabilità, che sarà una manovra da 30 miliardi, senza un centesimo di aumento delle tasse – ha detto –  libereremo uno spazio di patto per i comuni per un miliardo di euro, con un miglioramento del 77% del patto di stabilità. Lo approveremo mercoledì in Cdm”. Rispondendo al presidente della Regione Lombardia, il premier ha aggiunto: il patto di stabilità “è stupido, ma lo rispetto perché l’Italia ha un problema di credibilità in Europa. A me non piace il Fiscal compact, ma siccome è stato votato da forze politiche di tutti i colori, io non posso oggi dire ‘faccio come mi pare’. Posso dire dal 3% arriviamo al 2,9%, per liberare 11,5 miliardi.

Renzi ha inoltre annunciato tagli per 18 miliardi alle tasse tra la legge di Stabilità per il 2014 e quella per il 2015: di questi 18 miliardi, dieci finanzieranno in modo stabile il bonus degli 80 euro, mezzo miliardo in detrazioni fiscali per le famiglie, e il resto andrà in due misure: incentivi che permetteranno per un triennio di non pagare contributi per chi fa assunzioni a tempo indeterminato e il resto per la riduzione dell’Irap, tanto che si è parlato di una sostanziale abrogazione della componente Irap rappresentata dal costo del lavoro. Renzi ha inoltre confermato il piano sulle liquidazioni (tfr): «Annunceremo a ore un accordo con le banche che permetterà a chi vorrà di ricevere il Tfr in busta paga». Un passaggio «importante e serio» per reagire alla «contrazione dei consumi».

La leader della Cgil Susanna Camusso, da parte sua, ha contestato oggi l’impostazione della legge di Stabilità annunciata dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, affermando che mancano investimenti per creare lavoro e che non servirà a superare la recessione.

“Per le informazioni che ci sono note, la cosa che si capisce è che i tagli sono molto consistenti… Ma si taglia l’Irap e non si parla delle coperture per la sanità”, ha detto il segretario del più grande sindacato italiano nel corso di una conferenza stampa sulla manifestazione per il lavoro prevista il prossimo 25 ottobre a Roma. Camusso ha definito la manovra illustrata ieri da Renzi agli industriali “un mix di riduzione della spesa e di tagli fiscali per alcuni che sembra che ci manterrà in una situazione recessiva… Credere che riparta la crescita del Paese solo agendo sulle tasse è un errore”.

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