BORSA DI MILANO IN CALO. MALE SOPRATTUTTO BANCHE E MEDIASET.

borsa (archivio)

MILANO, 9 ottobre- Piazza Affari chiude in decisocalo una giornata di vendite generalizzate che ha colpito soprattutto i mercati periferici. Nelle sale operative i trader parlano di un sell-off alimentato dagli ultimi deludenti dati macro della Germania che aumentano i timori sulle prospettive economiche dell’area euro con ricadute negative sui mercati periferici. L’indice FTSE Mib termina a -1,34% a 19.382,49 punti,ai minimi degli ultimi due mesie l’AllShare dell’1,39%.Gli scambi sono intensi e sopra la media delle ultime sedutea circa 3,3 miliardi di euro. Le vendite colpiscono in particolare i bancari il cui indice settoriale FTSE Italia perde il 2,36% a fronte di un calo dello 0,93% dello Stoxx europeo. Particolarmente pesanti UBI, in calo del 4,36%, POP MILANO (-3,4%) e INTESA SANPAOLO (-2,9%). Pesante anche MEDIASET (-5,4%) che soffre dei dati pessimi sulla raccolta pubblicitaria pubblicati da Nielsen,che mostrano un calo del 18% del settore Tv in agosto e lasciano poco spazio all’ottimismo su settembre. Il titolo è spesso oggetto di speculazioni legate alla percezione sul rischio-Paese. Male anche il settore retail con YOOX e AUTOGRILL che perdono rispettivamente il 3,8% il 3,7%. FIAT perde terreno (-2,1%) dopo gli acquisti di ieri che le hanno consentito una chiusura stabile in un mercato in ribasso. TELECOM ITALIA chiude in calo del 2,3% circa in un mercato che guarda con attenzione ai possibili sviluppi in Brasile.Per la stampa aumentano le possibilità di una fusione tra Oi e Tim Brasil,una combinazione che per gli analisti sarebbe positiva in termini industriali ma avrebbe effetti negativi sul debito.
Lo spread oggi è a 140,21, in lieve ribasso rispetto a ieri.

DRAGHI SUL CREDITO BANCARIO.

A parere del presidente Bce Mario Draghi i flussi di credito dalle banche al settore privato – elemento cruciale per la ripresa economica della zona euro – dovrebbero riprendere già all’inizio dell’anno prossimo.

L’istituto centrale di Francoforte sta sottoponendo 131 tra le principali banche europee a un rigoroso esame dei bilanci in modo da alleggerirle dalle sofferenze e garantirne la solidità dei coefficienti patrimoniali prima di esercitare una diretta supervisione. Da un confronto con la situazione dell’estate scorsa, dice sempre Draghi, risulta che le banche su cui la Bce eserciterà la vigilanza hanno già proceduto a un rafforzamento patrimoniale di quasi 203 miliardi di euro tramite aumenti di capitale, emissione di bond o mancata distribuzione del dividendo.Il processo di riordino porrà gli istituti di credito in condizioni meglio atte a rilanciare gli impieghi, dice Draghi.


					
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