E SE IL VIDEO DELLA DECAPITAZIONE DEL GIORNALISTA AMERICANO FOSSE FALSO?

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Il dubbio che il video della turpe decapitazione del reporter statunitense James Foley fosse falso aleggiava già nelle ore immediatamente successive alla sua diffusione, tanto che la “sentenza” sulla sua autenticità da parte degli esperti governativi Usa è arrivata dopo qualche giorno, a seguito di esami definiti severi ed accurati.
Un video su Youtube (da poco rimosso) mostrava alcuni dettagli che la stampa e i governi hanno tralasciato, ma che non è stato per nulla trascurato da Il Secolo XIX.
Il video dell’esecuzione ha subito destato perplessità in merito all’accento marcatamente britannico del boia. Secondo il Guardian l’estremista inglese che avrebbe decapitato il reporter americano sarebbe il leader di una cellula di combattenti britannici che operano in Siria dove tengono stranieri in ostaggio, peraltro identificato .
Ma che lo scioccante video della decapitazione del giornalista sia autentico, non lo pensano tutti. Il dibattito si sta allargando tra agenzie governative, esperti di intelligence e anche di produzione video.
Il tutto nonostante il fatto che il governo britannico e la Casa Bianca abbiano detto di ritenerlo autentico. Si accoda anche l’Fbi, ma aggiungendo che “è tuttavia ancora in corso un più lungo processo per poter affermare ufficialmente l’autenticità del filmato”.
Christopher Davidson, uno specialista del Medio Oriente all’università inglese di Durham, ha sottolineato “la presenza di vento sulla tuta di Foley, assente nell’erba, la pixelatura sul collo di Foley, l’assenza di tensione” e altri dettagli sospetti.
In ogni caso, è fuori di dubbio che il filmato sia stato realizzato con strumenti professionali, con immagini in Hd riprese da almeno due diverse telecamere, un montaggio e un sonoro di alta qualità, il che conferma un ampio lavoro di post produzione.
Foley è dotato addirittura di un microfono e l’audio della sua dichiarazione è perfetto: i cambi di inquadratura sono accompagnati dai movimenti dell’uomo vestito di nero, una tecnica altamente professionale.
Foley, quando l’uomo in nero comincia a tagliargli la gola con un piccolo coltello (operazione che dovrebbe essere assai dolorosa), non accenna nemmeno a una reazione, né quella istintiva di divincolarsi, né per il dolore che dovrebbe provare. E non si vede una goccia di sangue.
A questo punto non rimane davvero che sperare che James Foley sia ancora, da qualche parte, vivo!

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