TIGRE A RISCHIO DI ESTINZIONE.

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TIGRE, ULTIMA CHIAMATA: “LA POPOLAZIONE E’ CROLLATA DEL 97% NEGLI ULTIMI 100 ANNI”, è il titolo di un articolo preoccupante pubblicato da Nel Cuore a proposito del rischio di estinzione del meraviglioso felino

La tigre è una delle specie senza dubbio più in pericolo. Le diverse popolazioni selvatiche si trovano ad affrontare il sempre più concreto rischio dell’estinzione in alcuni Paesi a causa anche della mancanza di informazioni precise sullo status delle popolazioni “che non consente di definire le azioni urgenti ed inderogabili da promuovere”, denuncia con forza il Wwf nel giorno dedicato alla tigre. Il numero di tigri presenti in natura è diminuito del 97% negli ultimi 100 anni. E potrebbe sparire del tutto nel prossimo decennio, se non si inverte velocemente la tendenza.
A San Pietroburgo, in Russia, durante il “Summit tiger” 2010, quando tutti gli Stati ancora interessati alla presenza della tigre si sono impegnati per l’obiettivo Tx2 – raddoppiare il numero delle tigri selvatiche entro il 2022 – la popolazione mondiale di tigre selvatica era stata stimata in un minimo di 3.200 individui. “Questa cifra era solo una stima,” ha detto Michael Baltzer, capo della Wwf Tigers alive initiative. “Nel 2010 molti Paesi non avevano intrapreso sistematiche indagini nazionali sulla tigre. Ora molti lo hanno fatto o lo stanno facendo, ma non tutti, lasciando grandi vuoti nella nostra conoscenza e dubbi sul reale status che sembra ogni giorno sempre più grave. Fino a quando non sapremo quante tigri esistono e dove sono, non possiamo sapere il modo migliore per proteggerle”.
Il bracconaggio è la più grande minaccia per le tigri selvatiche oggi. Insieme con avorio e corno di rinoceronte, la pelliccia e le ossa di tigre sono molto richieste in tutta l’Asia. Le statistiche del network Traffic, la rete di monitoraggio del commercio della fauna selvatica promossa da Wwf e Iucn (Unione internazionazionale per la conservazione della natura), evidenziano che un minimo di 1.590 tigri sono state interessate dai sequestri, tra gennaio 2000 e aprile 2014. Ciò rappresenta una media di due animali uccisi a settimana, ma i livelli di bracconaggio reali sono suscettibili di essere significativamente più alti proprio perché – per sua natura – il mercato illegale sfugge ai controlli. Si teme quindi che gli Stati che non svolgono indagini nazionali potrebbero perdere le loro popolazioni di tigre per colpa dei bracconieri. E senza rendersene conto. Questo potrebbe già essere avvenuto per alcuni Paesi dove i segni di presenza delle tigri anche nelle aree protette sono sempre più rari.
Le tigri sono in serio pericolo, insomma. Il Wwf “è stato una forza trainante del vertice Tiger e rimane una forza importante dietro la porta del Tx2 globale, ma questo deve essere un impegno per tutti noi”. Oggi il numero delle tigri selvatiche è noto per l’India, il Nepal e la Russia in cui si fanno indagini nazionali periodiche nel rispetto anche degli impegni presi. I numeri saranno presto noti per il Bhutan, Bangladesh e Cina, che sono in procinto di effettuare controlli ma non ci sono dati su Malesia, Indonesia, Thailandia, Myanmar, Laos, Cambogia e Vietnam. Nelle foreste del Laos come del Vietnam, in particolare, il ruggito della tigre è sempre più labile. Questi Paesi, così come tutti gli altri del Sud Est asiatico, stanno assistendo ad una rapido depauperamento delle loro risorse: intere foreste stanno sparendo per sopperire alla domanda globale dell’industria del legname o per la crescita della agricoltura. E proprio dal Laos e dalla Cambogia passano importanti rotte del commercio illegale verso la Cina per i prodotti della fauna selvatica. Il Wwf chiede a questi Stati “di effettuare indagini con urgenza ed alla comunità internazionale intera, a tutti quei governi che hanno rapporti commerciali con questi paesi un impegno per salvaguardare e gestire con responsabilità ed in maniera sostenibile le risorse di quegli Stati. Occorrono 6-12 mesi per pianificare indagini nazionali sistematiche e un minimo di un anno per completarle, così queste indagini devono iniziare ora se un dato aggiornato sul numero globale di tigri in natura deve essere rilasciato nel 2016, quando si sara’ percorsa meta’ della strada tracciata verso l’obiettivo Tx2 al 2022”. “Siamo a più di un terzo della strada per il 2022. Dobbiamo passare ad un ritmo più veloce e determinato se speriamo di raggiungere l’obiettivo Tx2”, ha concluso Baltzer.

http://www.nelcuore.org/focus/item/tigre.html

Photo Credits: Nelcuore.it

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