PRESTITI FINALIZZATI ALLE IMPRESE: NUOVE GARANZIE DALLE BANCHE

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Tra le disposizioni a sostegno dell’economia reale adottate lo scorso 5 giugno dall’Eurotower, vi è sicuramente quella, assolutamente innovativa, dei prestiti Tltro (Targeted Long Term Refinancing Operations), che dal prossimo settembre la Bce potrà concedere alle banche dell’Eurosistema col vincolo di destinarle a sostegno delle imprese.

Si tratta, in particolare, di operazioni di rifinanziamento bancario a medio termine che consentiranno alle banche italiane, da subito, di prendere in prestito da Bce fino a 60 miliardi di euro in più rispetto agli attuali 835, ad un tasso fisso esiguo (lo 0,25%) per quattro anni. I dettagli arriveranno a fine mese da Bankitalia. Se i fondi presi in prestito da Bce dovessero essere sottratti alla loro destinazione, la banca inadempiente sarà colpito da clausola risolutiva e dovrà restituire anticipatamente i fondi.

Parallelamente alle disposizioni attuative in tema di Tltro, Palazzo Koch sta lavorando anche ad una disciplina che consenta alle banche di rilasciare maggiori garanzie a Bce in cambio dei prestiti finalizzati. Come noto, la Bce eroga prestiti solo in cambio di garanzie; ma da quest’anno l’ambito delle garanzie acquisibili si estende anche ad un portafoglio di prestiti bancari, a mutui ipotecari concessi a famiglie, sino alle erogazioni in favore di aziende con un tetto di probabilità di default sino al 10%. Il tutto per attenuare la stretta del credito. Con la nuova disciplina, le banche potranno contare su importi massimi di garanzia aggiuntivi piuttosto elevati: circa 130 miliardi per le imprese e 131 miliardi per i mutui alle famiglie. Bankitalia vuole inoltre far entrare tra le garanzie anche la parte effettivamente utilizzata delle linee di credito concesse alle imprese (ca. 35-36 miliardi). Aspettiamo comunque fine giugno per i dettagli.

Va detto, infine, che questa misura innovativa ma praticamente indispensabile di politica monetaria è finalizzata a stimolare la ripresa economica e dunque anche l’incremento dell’inflazione, drammaticamente scesa allo 0,5% dal 3% di due anni fa. Secondo le stime, nell’area euro l’inflazione nel 2014 dovrebbe attestarsi all’0,7%, per salire all’1,1% nel 2015 ed all’1,4%, comunque lontani degli obiettivi della Bce (2%). Le varie misure adottate dovrebbero dare una mano in tal senso. L’inflazione, d’altronde, è uno specchio della crescita ed è un effetto e non una causa della stessa crescita. Secondo diversi economisti ed analisti, sino al 2-3% l’inflazione non è dannosa, anzi è sintomatica di una dinamica espansiva del Pil. La flessione dei prezzi dei beni ed in parte anche dei servizi, infatti, ha contribuito maggiormente al rallentamento dei prezzi ed al concretizzarsi di fenomeni deflattivi.

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