SEMPRE PIU’ ADOLESCENTI IMPARANO A FARE SESSO DA INTERNET E YOUPORN. ECCO I RISULTATI DELLA RELAZIONE STEVE.

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La diffusione di Internet ha rimosso in pochi anni tutte le barriere che limitavano l’accesso alla pornografia. Oggi basta uno smartphone: nessun imbarazzo, costo zero, accesso illimitato e immediato a ogni sorta di genere esotico. Visitatissimi i siti porno come YouPorn, e non solo dai maschietti.

La pornografia diventa il modello di rapporto sessuale, anche ordinario tra semplici fidanzatini, cui uniformarsi. Per esempio la maggior parte delle ragazze valuta un rapporto “riuscito” solo se il partner  eiacula loro sul viso – come avviene comunemente nei video per adulti.

Questa rivoluzione ha tuttavia un inquietante effetto collaterale. Poiché il porno online è accessibile a tutti, è infatti inevitabile che sia visto anche dai cosiddetti ‘nativi digitali’ – che in Italia vanno dai ventiduenni in giù. Le statistiche parlano chiaro: il primo incontro con i contenuti erotici della Rete avviene ormai in media all’età di 9 anni, e per l’89% dei teenager costituisce l’unica forma di “educazione sessuale”.  Così era in passato per gli adolescenti che, in assenza di internet, erano soliti approcciarsi alla sessualità attraverso un’ampia e qualificata consultazione delle pubblicazioni pornografiche.

In Italia è da poco attivo un progetto di ricerca, denominato Steve, un progetto online nato per identificare le tendenze globali della realtà giovanile. Il metodo applicato è semplice: bombardare di domande d’ogni genere un campione selezionato dalla rete Cool Hunters, un’osservatorio permanente di cui fanno parte soggetti fra i 17 e i 23 anni sparsi tutto il mondo – in Italia ne sono stati selezionati circa 100 – e correlare le risposte che delineano i fenomeni in crescita.

  • La pornografia fa parte della quotidianità
    Tutti gli intervistati conoscevano almeno un sito porno. L’86% fino a tre, e il 14% più di tre
  • I ragazzi conoscono i termini e le tecniche del sesso estremo, ma non lo praticano (molto)
    Il 72% sa per esempio cosa sia il fisting, l’80% il facial e l’88% cos’è una gangbang… ma solo l’8% ha mai sperimentato concretamente queste cose
  • Alcune preferenze sono solo immaginarie
    È il caso della bisessualità, che viene dichiarata come vezzo benché quasi nessuno abbia davvero avuto un’esperienza gay
  • Nell’incontro sessuale i partner imitano i video porno

Quest’ultimo aspetto è anche il più importante ed in qualche modo preoccupante. Da quando il Web ha reso accessibile il porno anche alle femmine, che tradizionalmente non avevano contatti con il materiale erotico fruito dai maschi, la pornografia viene considerata il modello cui conformarsi da entrambi i sessi.

 

Per approfondimenti sull’argomento rimandiamo a Wired.it, che ringraziamo.

http://www.wired.it/play/cultura/2014/06/04/rapporto-steve-nativi-digitali-sesso-internet-pornografia/

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