LA COMMISSIONE EUROPEA CHIEDE ALL’ITALIA ALTRI SFORZI PER IL 2014. SI AL RINVIO DEL PAREGGIO DI BILANCIO.

antonio tajani

 

Si profila, nonostante il governo Renzi si sia prodigato in più d’una occasione ad escluderla, una manovra correttiva sui conti dello Stato entro fine 2014. Per altro già la Banca d’Italia, nella sua Relazione Annuale relativa al 2013, aveva evidenziato negli scorsi giorni l’assenza di oltre 14 miliardi di risorse per poter realizzare gli obiettivi prefissati da Palazzo Chigi  entro il 2015 (BANKITALIA: PER IL 2015 SERVE UNA MANOVRA DA ALMENO 15 MILIARDI. https://economiaefuturo.wordpress.com/2014/05/30/bankitalia-per-il-2015-serve-una-manovra-da-almeno-15-miliardi/).

La Commissione europea chiede dunque nuovi sforzi all’Italia per tenere sotto controllo i conti pubblici, ma non fissa alcuna scadenza precisa e in sostanza concede più tempo per il pareggio di bilancio. L’Italia deve «rafforzare le misure di bilancio per il 2014» visto lo «scarto» nel rispetto della «regola di riduzione del debito» e «nel 2015 deve operare un sostanziale rafforzamento della strategia di bilancio» per poter «assicurare che il debito sia su un percorso di  discesa sufficiente», afferma Bruxelles. Sulla base della valutazione del programma di bilancio e delle stime europee, la Commissione ritiene che i ministri delle finanze debbano indicare che in Italia «sono necessari sforzi aggiuntivi, incluso nel 2014, per rispettare i requisiti del patto di stabilità e di crescita». La Commissione Ue tuttavia, pur segnalando l’esistenza del rischio che gli obiettivi non vengano raggiunti senza nuovi interventi, dà tempo all’Italia per dimostrare che le politiche decise e annunciate, specie quella della ‘spending review’, diano i risultati attesi. La partita, quindi, è rinviata all’autunno.
In extremis, pare anche per il diretto interessamento del commissario Antonio Tajani, è stata espunta dal testo la parte relativa alla bocciatura della richiesta di slittamento del pareggio di bilancio, per cui questa è sicuramente una buona notizia per l’Italia.
L’Italia deve «portare a compimento l’ambizioso piano di privatizzazioni» e «attuare un aggiustamento di bilancio favorevole alla crescita basato sui significativi risparmi annunciati», chiede ancora la Commissione nelle Raccomandazioni.
L’Italia deve «trasferire ulteriormente il carico fiscale dai fattori produttivi ai consumi, ai beni immobili e all’ambiente, nel rispetto degli obiettivi di bilancio», chiede poi la Commissione europea. Dunque in sostanza la Commissione Ue raccomanda in ipotesi un aumento della tassazione sui consumi (Iva?) e di quella sugli immobili (Tasi).

L’Italia esamini «entro la fine del 2014 gli effetti delle riforme del mercato del lavoro, valutando la necessità di ulteriori interventi», è infatti una delle raccomandazioni rivolte al nostro paese dalla Commissione Ue, che evidenzia la necessità della «presentazione di una tabella di marcia dettagliata degli interventi entro settembre 2014».  Nel documento, la Commissione ricorda come «la situazione del mercato del lavoro in Italia è ulteriormente peggiorata nel 2013, con un tasso di disoccupazione salito al 12,2% e la disoccupazione giovanile che è arrivata al 40%». Per questo – spiega – «garantire una corretta attuazione e un attento monitoraggio degli effetti delle riforme adottate in relazione al mercato del lavoro e al quadro di fissazione dei salari è fondamentale per ottenere i benefici previsti in termini di maggiore flessibilità in uscita, di una flessibilità in entrata meglio regolamentata, di un sistema più integrato di sussidi di disoccupazione e di un miglior allineamento dei salari alla produttività». Sul fronte dell’incontro fra domanda e offerta, la Commissione spiega che «dopo i ritardi registrati, è necessario progredire rapidamente con i piani di miglioramento dell’efficacia dei servizi di collocamento rafforzando i servizi pubblici per l’impiego».

Bruxelles chiede inoltre di «garantire una migliore gestione dei fondi Ue con un’azione risoluta di miglioramento della capacità di amministrazione, della trasparenza, della valutazione e del controllo di qualità a livello regionale specialmente nelle Regioni del Mezzogiorno».

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