UN’AZIENDA SU CINQUE LICENZIA A CAUSA DEI RITARDI NEI PAGAMENTI DELLA PA.

tempi_moderni

 

Secondo la Cgia di Mestre, sempre puntuale ed attendibile nelle analisi e nelle statistiche diffuse con periodicità, il 20% delle aziende nei primi tre mesi dell’anno è stata costretta a licenziare a causa degli effetti negativi dovuti ai ritardi nei pagamenti da parte delle Pubbliche Amministrazioni. E’ quanto è emerso da un’elaborazione dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre su dati Intrum Justitia relativi a un’indagine effettuata nei primi tre mesi del 2014

“Siamo i peggiori pagatori d’Europa”, dice Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre. Anche nei rapporti tra privati (cioè cittadini/famiglie) e imprese, la situazione rimane difficile: sono necessari mediamente 75 giorni per essere definitivamente pagati.  Secondo Cgia l’Italia continua ad essere il peggior paese d’Europa in tema di rispetto dei tempi di pagamento. Se mediamente la nostra Pubblica amministrazione paga le imprese a 165 giorni (+ 107 giorni rispetto la media europea), nei rapporti commerciali tra imprese ci vogliono 94 giorni affinché il committente saldi il proprio fornitore (+ 47 giorni rispetto la media Ue). Anche nei rapporti tra privati (cioè cittadini/famiglie) e imprese, ha rilevato la Cgia di Mestre, la situazione rimane difficile: sono necessari mediamente 75 giorni per essere definitivamente pagati (41 in più della media Ue).

In tutti e tre i casi descritti, nessun altro Paese d’Europa fa peggio di noi. Si pensi che nel rapporto tra Pubblica amministrazione e imprese in Bosnia i pagamenti avvengono in 41 giorni, in Serbia in 46 e in Grecia in 155.  “Preoccupante” anche l’andamento dei tempi medi di pagamento registrati in questi ultimi sei anni di crisi economica (2009-2014). Nel confronto tra l’Italia, la Francia, la Germania e la Gran Bretagna, solo da noi si sono allungati i giorni necessari affinchè il committente saldi il pagamento al proprio fornitore. Se tra privati (vale a dire cittadini/famiglie) e le imprese l’aumento è stato di 5 giorni, nelle transazioni commerciali tra imprese è salito di 6. Drammatica, invece, la situazione nei rapporti tra Pubblica amministrazione e i propri fornitori. I pagamenti si sono allungati di ben 37 giorni, sebbene dal 2011 la nostra Pa ha cominciato a migliorare la sua performance.

Secondo Bortolussi, “le lungaggini burocratiche, il cattivo funzionamento degli uffici pubblici, i vincoli economici legati al Patto di stabilità interno, l’abuso di posizione dominante del committente e la mancanza di liquidità sono alcune delle motivazioni che consegnano al nostro Paese la maglia nera nella correttezza dei pagamenti. Nonostante dall’1 gennaio 2013 la legge stabilisca che il pubblico deve pagare entro 30-60 giorni, mentre i privati tra i 60-90 giorni, queste disposizioni continuano a essere palesemente inapplicate, con ricadute molto pesanti soprattutto per le piccole imprese che dispongono di un potere contrattuale molto limitato”.

Vedi anche http://www.today.it/economia/ritardi-pagamenti-imprese-italiane.html

 

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