SALENTO. RIFIUTI INTERRATI A PATU’. DUBBI E SOSPETTI PORTANO ALLA FILANTO.

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Gli ultimi scavi eseguiti nelle campagne di Patù, nel Basso Salento, non lontano dal meraviglioso mare di San Gregorio, a pochi chilometri da S.Maria di Leuca,hanno tirato fuori insieme a residui di pellame ed altri materiali, anche pezzi di nastro adesivo per impacchettare le spedizioni. Su quel nastro è rimasto impresso il nome dell’azienda di Casarano, la Filanto,  con una filiale proprio lì davanti al canalone di “Pozzo Volito”. Al momento, comuqnue, non ci sono indagati tra amministratori e dirigenti del gruppo dei Filograna. 

Il nome della “Filanto” sta rimbalzando con una certa frequenza fra le persone sentite in questi giorni dai carabinieri del Noe: gente che, anche oltre 20 anni fa, vide arrivare i camion con le ruspe ed interrare ammassi di rifiuti pericolosi in quella campagna in apparenza immacolata a poche centinaia di metri dal capo di Santa Maria di Leuca. Tuttavia, quando ancora non si parlava di allarme discariche nascoste sotto terra, la “Filanto” era stata controllata dai carabinieri del Noe allo scopo di verificare la gestione del ciclo rifiuti; erano emerse delle anomalie nei registri di carico e di scarico, nel senso che il quantitativo di materiali andato a finire nelle discariche autorizzate sembrava non corrispondere al volume della produzione di rifiuti.

Nel frattempo la Filanto è un’azienda in crisi da tempo, prima fiore all’occhiello del Tac salentino, e non solo. Nelle condizioni migliori – ciòè sino alla fine degli Anni Novanta – gli stabilimenti arrivavano a produrre sino a 60mila paia di scarpe al giorno, con circa 3.500 operai impiegati. Una manna per la zona di Casarano, Patù e del Sud Salento in genere!  
Giovedì 21 maggio, il ministero dello sviluppo economico ha confermato cinque mesi di cassa integrazione per i 360 addetti del cluster Filanto, Zodiaco, Tecnosuole e Labor. Al tavolo romano, presieduto da Gianpiero Castano, responsabile dell’Unità gestione vertenze del Mise, erano presenti, oltre a Cgil e Filctem Cgil, anche gli altri sindacati confederali, di categoria ed RSA, gli assessori allo sviluppo economico e al lavoro della Regione Puglia, Loredana Capone e Leo Caroli, e i rappresentanti della Filanto.
Soddisfatti i sindacati, che ora premono per la convocazione di un incontro al Ministero del Lavoro, per verificare l’accoglimento delle istanze per la cassa integrazione straordinaria o, in subordine, l’eventuale possibilità di utilizzare gli ammortizzatori in deroga ministeriale, previsti dall’attuale normativa.
Il Mise ha sostanzialmente rimandato il problema al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, quindi al momento non vi è alcuna certezza per i lavoratori interessati. Per questo, il sindacato chiede la convocazione in tempi brevi di un incontro tecnico presso il Ministero del Lavoro. L’azienda, da parte sua, ha manifestato la necessità di un intervento pubblico perché il gruppo possa beneficiare di finanziamenti pubblici finalizzati al suo rilancio, una volta confermata la cassa integrazione.

 

Photo Credits: PiazzaSalento.it

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