AUMENTANO I FALLIMENTI IN EUROPA. MEGLIO INVESTIRE SULLE SOCIETA’ DAL RATING ELEVATO.

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Da Il Sole 24 Ore apprendiamo che nel 2013, tra le società soggette a rating, vi è stato il più alto numero di default, sedici per la precisione. Nelle notizie negative spesso però si nascondono anche elementi positivi: nessuna di queste sedici società europea aveva un rating elevato (investment grade). Per 13 il giudizio ad inizio 2013 era a livello speculativo (pari o al di sotto di BB+). L’incremento dei casi di insolvenza ha riguardato l’Europa, mentre il dato complessivo mondiale è 81 casi nel 2013, a fronte di 83 nell’anno precedente.

I dati sopra segnalati sono stati di recente pubblicati da Standard & Poor’s. L’agenzia di rating ci dice ancora che i bond high yeld, cioè quelli ad alto rendimento, sono speculativi e dunque con un maggior rischio di default. Il tasso di default di questo segmento in Europa è salito dal 2,19% del 2012 al 3,3% del 2013. Dalla società di rating spiegano che il numero di rating speculativi in europa è aumentata dal 22% del 2010 al 38% del 2013, per via dei rating abbassati da investment grade a speculative grade per colpa della crisi.I default in Europa hanno bruciato un debito complessivo pari a 17,8 mld di dollari. Tra le 16 società coinvolte, solo una è italiana: Seat Pagine Gialle. Alla base del default c’è generalmente il mancato pagamento degli interessi. Comunque investire in emittenti dall’elevato rating ha comportato e comporta una più bassa probabilità di insolvenza.

Ciononostante, molti investitori rimangono attratti, per la corposità della cedole, da emittenti ad alto rendimento: il rendimento medio si aggira intorno al 3,65%, superiore di quasi tre punti rispetto ai titoli ad elevato rating. Per i neofiti, il consiglio è quello di investire in strumenti di gestione collettiva, come fondi, Sicav ed Etf, che consentano un’ampia diversificazione dell’investito. Ai piccoli risparmiatori si consiglia, inoltre, di non investire più del 5% del proprio portafoglio in obbligazioni high yeld, dando semmai preferenza alla sottoscrizione di bond di paesi emergenti, per lo più investment grade (elevato rating) ed espressi in valuta locale.

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