PIAZZA AFFARI CORRE GRAZIE AI BANCARI. IN GRAN SPOLVERO MPS. CALANO ANCORA LE VENDITE AL DETTAGLIO.

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MILANO, 23 maggio 2014 – Piazza Affari chiude in deciso rialzo, e fa meglio delle altre borse europee, grazie al classico effetto delle ricoperture pre elezioni. L’indice FTSE Mib sale dell’1,83% intorno ai massimi di seduta, così come l’AllShare (+1,77%), mentre il benchmark europeo, l’indice FTSEurorfirst300, guadagna lo 0,17%. Volumi pari a 2,7 miliardi di euro circa nel finale.

Molto bene i titoli bancari oggi, chiamati ad una reazione decisa contro le copiose vendite di ieri. Sugli scudi Mps con + 5,93%.  In evidenza  anche POP EMILIA (+4,72%). POP MILANO, che oggi chiude l’aumento di capitale, sale del 3,62%, mentre BANCO POPOLARE balza del 4,34%. CREVAL, prossimo all’avvio dell’aumento di capitale (il 26 maggio), sale dello 0,86% In rialzo del 3,6% UNIPOLSAI, che rimbalza dopo le forti perdite di ieri sulla notizia delle indagini sulla fusione con Fonsai. UNIPOL, che ieri aveva registrato un ribasso ancora più consistente, guadagna il 3,31%. In una nota Equita spiega di ritenere “molto improbabile che l’indagine possa portare ad una revisione dei concambi” fissati per la fusione.  Con riferimento ai titoli bancari in genere, Jp Morgan ha fatto notare come misure espansive da parte di Bce, che in molti si attendono per la prossima seduta del Consiglio del 5 giugno, non possono che aiutare le quotazioni dei titoli.

Gli investitori restano comunque cauti in attesa di conoscere l’esito delle elezioni presidenziali in Ucraina e, soprattutto, delle elezioni europee di domenica prossima. Un evento importante soprattutto per l’Italia, dove il voto potrebbe dare indicazioni sul gradimento del governo e sulla forza del Movimento 5 Stelle. Intanto, oggi, lo spread fra i rendimenti dei titoli di stato italiani e tedeschi si è ridotto intorno a 180 punti base.

Bene ENI che sale dell’1,69% dopo l’ok alla rinegoziazione dei contratti gas a lungo con Gazprom, mentre ENEL allunga con un balzo del 2,42%. Deboli AUTOGRILL e PARMALAT.

Fuori dal paniere, strappa CIR che guadagna il 10,39%. Il presidente di Unicredit Federico Ghizzoni ha detto che le trattative sul debito di Sorgenia procedono e le posizioni si stanno “affinando” per cui si potrebbe chiudere in tempi brevi. Mentre sul fronte dei ribassi, BIALETTI cede il 3% circa all’indomani della pubblicazione, a borsa chiusa, dei risultati.

NO EFFETTI NEGATIVI DAL CALO DELLE VENDITE AL DETTAGLIO. L’indice FTSE Mib e l’andamento generale del mercato azionario italiano non sono stati fortunatamente condizionati dalle notizie diffuse oggi  sul considerevole calo delle vendite al dettaglio nello scorso mese di marzo., risultato peggiore dal 1995, a conferma delle notevoli difficoltà che sta attraversando la nostra economia con la contrazione della domanda domestica.L’indice destagionalizzato delle vendite al dettaglio nel mese di marzo è sceso dello 0,2% rispetto a febbraio, rende noto Istat. Su base annua l’indice grezzo è diminuito del 3,5%, il calo maggiore dal febbraio 2013.

A febbraio l’indice era rimasto invariato rispetto al mese precedente (rivisto da -0,2%), mentre aveva segnato un calo tendenziale dell’1%.

Nel mese di marzo l’indice grezzo delle vendite di generi alimentari ha registrato un calo tendenziale del 6,8%, il più rilevante dall’inizio delle serie storiche (1995). Istat sottolinea però che nel 2013, a differenza di quanto accaduto quest’anno, a marzo si registrava l’effetto della Pasqua.

 

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