RICORSO PER IL 55% ALLE FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI, MA IL CNR AVVERTE “IL METANO INQUINA TROPPO”

Centrale_Eolica_Frigento

La scorsa settimana l’Italia ha abbattuto un nuovo record nella produzione e consumo di energia da rinnovabili. La Borsa elettrica ha infatti scambiato energia verde per il 55,1 % del totale . Un record che potrebbe essere di nuovo battuto entro la prossima estate. Avanzano solare ed eolico, mentre arretrano le centrali termoelettriche tradizionali alimentate a carbone ma soprattutto a metano.

Proprio il metano, di cui noi italiani facciamo un uso preponderante e che alimenta molte centrali termoelettriche, emette più CO2 di quel che molti pensavano, dice il Cnr. Un warning sui problemi di inquinamento che derivano dal gas viene da due ricercatori, Francesco Meneguzzo e Mario Pagliaro, a commento dei risultati appena diffusi da due pubblicazioni scientifiche, Energy Science & Engineering e Nature. Ben il 44% dell’effetto serra aggiunto a quello naturale dalla prima rivoluzione industriale ad oggi è dovuto direttamente – sintetizzano i due ricercatori – al gas metano. Che ha un effetto serra 25 volte più potente dell’anidride carbonica anche se il suo tempo medio di permanenza in atmosfera non supera i 30 anni. Solo limitandone fortemente l’uso potremmo rispettare gli obiettivi di riduzione delle emissioni dannose  che ci ha dato l’Unione Europea distribuendo ai singoli stati gli impegni del patto di Kyoto.

I due messaggi arrivano in contemporanea e potrebbero ben conciliarsi. Perché nonostante la riduzione degli incentivi e il rallentamento dei nuovi impianti energetici verdi la scorsa settimana l’elettricità da rinnovabili venduta nella borsa elettrica, che canalizza la maggior parte dell’energia venduta e consumata nel nostro paese, ha raggiunto appunto il 55,1 del totale. Con l’energia da fonti fossili che ha subito un’ulteriore contrazione del 4,1% rispetto alla settimana precedente, portandosi a 1,95 terawattora. A flettere è stato il carbone (-12,3%) e il gas è sceso addirittura del 23,2% aggravando così i problemi di sussistenza economica e industriale delle centrali termoelettriche tradizionali. Nel frattempo fotovoltaico ed eolico si sono attestati rispettivamente al 17,5 (pur con lieve calo rispetto alla settimana precedente) e all’8,6% (in questo caso con un’impennata che ha superato il 65%), con un ottimo dato congiunturale dell’idroelettrico, cresciuto dell’1,6%.

Il prezzo unico nazionale (Pun)  è fermo sui 46 euro a megawattora, confermando piuttosto la tendenza alla completa trasformazione dell’articolazione oraria dei prezzi, che trae origine proprio dall’avanzata delle rinnovabili. Una volta i prezzi finali formati dalla borsa erano più alti di giorno quando più alta la richiesta e più bassi di sera e nei giorni festivi. Ora accade il contrario: quando le rinnovabili spingono al massimo, cioè di giorno, i listini delle ore fuori picco superano quelli del picco diurno.

Per gli opportuni approfondimenti segnaliamo l’articolo de Il Sole 24 Ore

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-05-21/energia-rinnovabile-record-55percento-e-cnr-avverte-anche-gas-inquina-troppo-130002.shtml?uuid=ABHlwzJB

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Una risposta a “RICORSO PER IL 55% ALLE FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI, MA IL CNR AVVERTE “IL METANO INQUINA TROPPO”

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