PARTE NELLA PRIMA META’ DI GIUGNO L’AUMENTO DI CAPITALE DI MPS, APPROVATO OGGI DALL’ASSEMBLEA DEI SOCI.

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L’assemblea dei soci di Banca Mps ha approvato stamane l’aumento da 5 miliardi che partirà nella prima parte di giugno in modo da completare l’operazione in un mese. Ha votato a favore della delibera oltre il 96% dei soci presenti in assemblea, rappresentativi del 34,77% del capitale, in seconda convocazione oggi, visto che la prima di ieri non era riuscita ad assicurare il quorum.

“Senza quanto fatto in questi due anni questa banca non esisterebbe più, deve essere chiaro”, ha detto il presidente della banca Alessandro Profumo, in replica alle critiche di alcuni azionisti sull’operato del management e sulle clausole imposte dal Tesoro per poter concedere gli aiuti pubblici. Nel corso della conferenza stampa, il presidente Profumo ha detto poi che “con questo aumento di capitale, Monte dei Paschi torna a essere una banca normale, risanata”.

AUMENTO IN PRIMA PARTE GIUGNO, DA CHIUDERE IN UN MESE. L’ AD Fabrizio Viola, illustrando nell’assemblea di Siena l’operazione con cui la banca punta a rimborsare 3 dei 4,07 miliardi di aiuti di Stato, i cosiddetti Monti bond, e rafforzarsi patrimonialmente per affrontare l’esercizio Bce in corso, ha specificato i tempi che saranno necessari per completare l’importante operazione di risanamento di Rocca Salimbeni.”Il nostro obiettivo è far partire l’aumento nella prima parte del mese di giugno con l’obiettivo di completamento nella prima parte del mese di luglio”. Nel corso della conferenza stampa Viola non ha dato dettagli sulle condizioni per l’aumento, rimandando a un prossimo consiglio e dicendo che il filing del prospetto “avverrà nei prossimi giorni”. Viola si è espresso anche sull’eccessiva concentrazione di aumenti di capitale, per altri 6 miliardi oltre ai 5 del Monte, che interesserà a breve molti competitor bancari: “Sul fatto che ci fosse concentrazione di aumenti l’avevamo detto a dicembre. Noi abbiamo un consorzio di garanzia, poi il successo dell’aumento si misura dalla minimizzazione dell’inoptato”, ha detto, aggiungendo che ha avuto i primi contatti con i nuovi soci del patto (stipulato con la Fondazione) e che sono stati positivi. Considerando l’entità dell’aumento, che è circa il doppio dell’attuale capitalizzazione, Viola ha osservato che “ogni ragionamento sulla compagine azionaria andrà fatto dopo l’aumento”.

L’assemblea ha votato a favore dell’operazione con un azionariato profondamente rinnovato dopo la vendita di gran parte della quota in mano alla Fondazione. L’ente oggi ha solo il 2,5% del capitale che è interamente sindacato nel patto con i due nuovi azionisti sudamericani, Fintech e Btg Pactual, con cui detiene complessivamente il 9% del capitale della banca.Gli altri azionisti rilevanti sono Axa con il 3,72%, il fondo Usa BlackRock al 3,23% e Jpm con il 2,53% al servizio del Fresh.

Con l’operazione di ricapitalizzazione, ha spiegato Viola, la banca punta a dotarsi di un buffer di sicurezza “funzionale all’assorbimento degli impatti negativi che ragionevolmente deriveranno dal Comprehensive Assessment” della Bce. “Oggi non siamo in grado di conoscere con esattezza gli esiti di una verifica piuttosto complessa”, ha detto Viola parlando della valutazione degli attivi (Asset quality review) e dei successivi stress test sui bilanci delle banche europee, i cui esiti saranno noti a inizio novembre. “L’aumento da 5 miliardi è un buffer molto importante che dovrebbe costituire un solido ammortizzatore sia per i risultati dell’Aqr sia per gli stress test”, ha detto Viola.

 

Viola ha spiegato che la banca con questa ricapitalizzazione punta ad allinearsi alle migliori pratiche anche per la copertura dei crediti problematici. Le prime due banche italiane, Intesa Sanpaolo e UniCredit, hanno accantonato assieme circa 22,5 miliardi di euro per crediti dubbi dall’inizio del 2013, alzando i livelli di copertura rispettivamente al 46,7% e al 52,4% al primo trimestre. Mps ha accantonato tra il 2012 e 2013 5,4 miliardi, di cui 3,2 nel 2013 e primo trimestre 2014, e ha una copertura al 41,6% a fine marzo.

L’AD della banca – come pure ha auspicato la presidente uscente della Fondazione Mps Antonella Mansi, intervenendo in assemblea – ha detto che si verificherà alla fine dell’esercizio Bce, se è possibile “anticipare tutto o parte della quota residua dei NSF (Monti Bond), pari a nominali 1,071 miliardi”. Mps, ha detto Viola, considerando l’aumento da 5 miliardi e il rimborso dei 3 miliardi di Monti bond, ha un CET1 (il capitale di migliore qualità richiesto da Basilea 3) pari al 13,3% incluso il miliardo di aiuti pubblici ancora da restituire.

Fondazione Mps, con la Mansi intervenuta in assemblea, ha confermato che coprirà per la sua quota l’aumento di capitale, come pure hanno detto di fare i soci del patto. Finora oltre ai pattisti, che hanno il 9%, solo Axa ha detto che coprirà per la sua quota la ricapitalizzazione. Mansi ha aggiunto che Fondazione, anche in questo ruolo non più di primo azionista, “ha operato e opererà come soggetto aggregante, nell’intento di individuare e mettere insieme investitori qualificati che agiscano in una logica condivisa e di medio lungo-termine, a sostegno del rilancio della banca”. Parole che richiamano la possibilità, già evocata sulla stampa, che il patto oggi al 9% possa raccogliere altre adesioni.

 

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