LAVORARE MENO A PARITA’ DI SALARIO E CREARE NUOVI POSTI DI LAVORO. L’ESPERIENZA DI GOTEBORG

Göteborg-city

Riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. E’ una rivendicazione diffusa nella c.d. sinistra radicale, per esempio da Syriza in Grecia e dalla Lista Tsipras in Italia per le prossime elezioni europee e nel sindacalismo ad essa collegato. E’ più che una rivendicazione, ma è realtà da pochi mesi a Goteborg, seconda città della Svezia, dove la giornata lavorativa è di sei ore anziché otto con la stessa busta paga per ridurre le assenze per malattia e incentivare la produttività. E’ l’esperimento avviato dal comune di Göteborg, inSvezia, che ha deciso di trattenere per meno tempo in ufficio i suoi dipendenti per renderli più efficienti. L’amministrazione ha avviato un gruppo di controllo che lavorerà sei ore al giorno (per un totale di 30 ore settimanali), mentre altri dipendenti proseguiranno con le 8 ore canoniche (40 settimanali). A fine anno, se la produttività del primo gruppo sarà stata maggiore, il test verrà esteso a tutti i dipendenti comunali.

“Speriamo che così diminuiscano i giorni di assenza dal lavoro per malattia e che psicologicamente e fisicamente gli impiegati si sentano meglio”, ha spiegato il vicesindaco Mats Pilhem al quotidianoThe Local. Contraria all’idea della giornata ridotta è invece l’opposizione, che ritiene la proposta “disonesta e populista“. Tuttavia, è stata un’industria automobilistica di Göteborg ad avviare per prima l’esperimento, già realizzato in altre zone della Svezia, ma non ancora messo in pratica. Pilhem spera di creare in questo modo più posti di lavoro. Ha infatti riscontrato che i turni lunghi generano più inefficienza. In particolare in alcuni settori, tra cui la cura degli anziani, il problema non era la mancanza di personale, ma la scarsa produttività di chi lavorava per periodi più prolungati.

Photo credits: http://belleetcultivee.com/

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