TASSISTI MILANESI IN RIVOLTA CONTRO UBER.

Uber

Tassisti milanesi in rivolta da giorni contro Uber. Non è il nome di una persona nè qualcosa che possa ricordare la potenza della Germania, ma è un servizio, creato quattro anni fa negli Stati Uniti, a San Francisco,  che permette di prenotare un’auto con conducente via smartphone utilizzando un’applicazione, il sistema di localizzazione e il pagamento con carta di credito. Funziona così Uber, l’app nel mirino dei tassisti che la giudicano illegale. A Milano la categoria protesta da giorni e sarà ricevuta domani dal ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi.

Uber è partito quattro anni fa a San Francisco grazie a una startup fondata nel 2009 da Garrett Camp e Travis Kalanick ed è presente in 80 città di tutto il mondo, in Italia a Milano e Roma. Ha superato un miliardo di dollari d’incassi, continua a espandersi e tra i progetti vi sarebbe anche quello di una quotazione a Wall Street, presumibilmente sul Nasdaq. Al momento la società viene valutata circa 3 miliardi e mezzo di dollari. Uber ha già ricevuto risorse da diversi investitori per 307 milioni di dollari e tra questi compare anche Google. L’azienda di Mountain View ha rafforzato negli ultimi tempi la sua collaborazione: Uber si è impegnata ad acquistare da Google le sue vetture ‘senza conducente’, al momento in fase di test, mentre l’ultimo aggiornamento dell’app di Maps annovera anche le vetture di Uber che compariranno fra i mezzi a disposizione quando si cerca un itinerario. Il download dell’app per smartphone è gratuito (è disponibile per iPhone e dispositivi con sistema operativo Android): quando si apre appare una mappa che visualizza la nostra posizione e quella delle auto con conducente più vicine. Viene calcolato il tempo di attesa previsto e per la prenotazione basta un clic.

Il pagamento avviene con carta di credito e una volta terminata la corsa si può lasciare un commento sulla qualità del servizio. I prezzi sono di circa il 20 per cento superiori a quelli dei taxi, ma l’app è stata ben accolta dai giovani e da chi ha più dimestichezza con la tecnologia. Alla crescente popolarità del servizio è conseguita un’escalation di proteste dei tassisti in diverse città europee e negli Usa. I taxi lamentano il mancato rispetto della legge che regola l’attività del noleggio con conducente differenziandola dalle auto gialle. In Belgio un tribunale ha messo al bando il servizio, mentre l’associazione di categoria di Berlino un provvedimento cautelare contro l’applicazione.

Segnaliamo l’articolo di Repubblica sull’argomento.

http://milano.repubblica.it/cronaca/2014/05/19/news/uber_ecco_come_funziona_l_applicazione_milionaria_nel_mirino_dei_tassisti_milanesi-86605245/

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