PIAZZA AFFARI SI RIPRENDE GRAZIE AL RIMBALZO DEI BANCARI. AUMENTO DELLO SPREAD SULLA SCIA DEL RISCHIO EUROSCETTICISMO.

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MILANO, 20 maggio 2014 – Piazza Affari ha chiuso in lieve rialzo, dopo un pomeriggio ingessato intorno alla parità, mentre la cautela predomina tra gli operatori in attesa dell’esito del voto alle elezioni europee del 25 maggio e dell’incontro della Bce a inizio giugno.Il FTSEMib ha archiviato la seduta in rialzo dello 0,3%, l’Allshare dello 0,27%, un po’ meglio dell’indice europeo FTSEurofirst 300 (-0,13%). Sulla piazza milanese volumi per 2,44 miliardi di euro.

Il rischio di un’affermazione degli euroscettici mette sotto pressione anche il mercato obbligazionario, dove oggi lo spread tra i titoli tedeschi e quelli italiani si è ampliato fino a un massimo di 191 punti, per poi chiudere a 190 bp.

In luce YOOX (+6,32%) che rimbalza dai recenti minimi. Il titolo si muove in controtendenza rispetto alle altre società del lusso: TOD’S è il peggior titolo del settore con un calo del 2,8%, SALVATORE FERRAGAMO cede l’1,15%, MONCLER lo 0,55%.

In rialzo MEDIASET (+2,34%), che recupera terreno dopo la discesa seguita alla pubblicazione della trimestrale con gli analisti intenti a valutare il possibile impatto della gara per i diritti della serie A dopo che ieri è stato pubblicato il bando.

Rimbalzo dei bancari (+1,7%), meglio del resto d’Europa (+0,52%). In luce, in particolare, INTESA SP con un rialzo vicino al 3%, seguita a breve distanza da POP MILANO, POP EMILIA e MEDIOBANCA. MPS chiude a +1,29%, con una quotazione pari a 22 euro tondi, in una giornata contrassegnata dall’addio della Mansi alla presidenza della Fondazione e dal trasferimento delle indagini sul caso Antonveneta da Siena a Milano. Il mercato comunque guarda con favore alla prossima assemblea degli azionisti che, salvo improbabili sorprese, ratificherà il decisivo aumento di capitale sino a 5 miliardi di euro, il più corposo del settore.

Negli altri comparti merceologici, bene FIAT, mentre TELECOM cede l’1,6%, in linea con l’andamento negativo delle altre tlc europee. Debole ENI. Chiude in rialzo ITALCEMENTI (+1,5%) negativa in avvio, dopo aver incrementato il prezzo dell’Opa su Ciments Francais e di conseguenza l’ammontare dell’aumento di capitale. In forte rialzo RECORDATI (+6,51%).

BANCHE. RAPPORTO ABI SU SOFFERENZE E MUTUI (+20%).  Le banche italiane vedono crescere ancora le sofferenze, anche se le cessioni dei crediti problematici fanno calare su base annua i dati delle sofferenze nette di marzo. Il trend degli impieghi in aprile dà segnali di lieve miglioramento nel dato complessivo mentre resta in calo del 2,2% annuo il credito a famiglie e imprese. Nel suo rapporto l’Abi evidenza anche segnali di ripresa del mercato dei mutui casa, segnalando che “nei primi tre mesi del 2014 le nuove erogazioni (riferite a un campione di 88 banche) hanno registrato un incremento superiore al 20% rispetto allo stesso periodo del 2013”. I tassi praticati restano particolarmente bassi e l’Abi rileva che, per le nuove operazioni, “il tasso medio su mutui è ad aprile al 3,39%, tornato a livello del luglio 2011, cioè pre-crisi del debito sovrano”.

In sintesi il rapporto di maggio evidenzia che permane il funding gap, con l’ammontare dei prestiti alla clientela erogati dalle banche operanti in Italia che ad aprile ha raggiunto, 1.848 miliardi di euro (-2,53% su anno) che resta sopra l’ammontare complessivo della raccolta da clientela, 1.726,5 miliardi di euro (-1,06%).Il trend negativo sugli impieghi rallenta ancora dal picco di novembre e, segnala l’Abi, ad aprile “registra un’ulteriore attenuazione della variazione negativa su base annua (-2,5% dal -3,1% del mese precedente). I finanziamenti a famiglie e imprese si posizionano sul -2,2% come variazione annua ad aprile 2014, era -2,1% il mese precedente e -4,5% a novembre 2013. Per quanto riguarda la raccolta, quella a medio lungo continua a calare sensibilmente: ad aprile 2014 -5,9%, segnando una diminuzione su base annua in valore assoluto di oltre 31 miliardi di euro. Aumentano invece i depositi di circa 13 mld di euro rispetto all’anno precedente (su base annua, +1,1% contro +1,3% di marzo 2014).

A marzo 2014 le sofferenze lorde sono risultate pari a 164,6 miliardi di euro, 2,6 miliardi in più rispetto a febbraio 2014 e circa 33,6 miliardi in più rispetto a fine marzo 2013, segnando un incremento annuo di circa il 25,7%. Il rapporto con gli impieghi è all’8,6%, massimo da novembre 1998, valore che raggiunge il 14,6% per i piccoli operatori economici, segnala l’Abi. Al netto delle svalutazioni le sofferenze a marzo sono calate a 75,7 miliardi dai 78,2 miliardi, a seguito di operazioni di cessione di crediti in sofferenza.

BCE PRONTA AD INTERVENTI ANCHE NON CONVENZIONALI. Il membro finlandese della Bce Erkki Liikanen ha affermato che tra le opzioni a disposizione della Bce, da adottare nel caso fosse necessario rendere ancora più espansiva la politica monetaria, rientra anche un possibile piano di acquisti di asset su larga scala. Qualora dovessero aumentare i rischi di deflazione, le opzioni a disposizione delle Bce potrebbero includere “misure non tradizionali per il sostegno della domanda, ad esempio acquisti di asset su larga scala” si legge nelle slide di una presentazione fatta da Liikanen lo scorso 14 maggio e pubblicate oggi sul sito della banca centrale finlandese.

Liikanen sottolinea che la Bce potrebbe muoversi anche nel caso di un rafforzamento dell’euro che renda senza motivo più restrittive le condizioni del mercato monetario, spingendo al ribasso l’inflazione.

Oltre all’acquisto di asset, secondo Liikanen tra gli strumenti a disposizione rientrano anche lo stop alle operazioni di sterilizzazione della liquidità generata dal programma Smp, la variazione del corridoio tra tassi, il taglio dei tassi e nuove operazioni di finanziamento a lungo termine. Liikanen ha aggiunto che la Bce potrà anche condurre direttamente operazioni di credito e sostituirsi alle banche qualora il credito da queste garantito si riduca eccessivamente.

 

 

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