INTESA SANPAOLO LICENZIA IL TRIMESTRE CON UN UTILE DA 500 MILIONI E LANCIA BANCA5

carlo messina

Intesa Sanpaolo ha archiviato il primo trimestre del 2014 con utili inattesi, pari a 503 milioni di euro. Le attese si limitavano, invece, a soli 281,5 milioni.

Numeri che, secondo il recentemente confermato ad Carlo Messina, “mostrano i primi segnali positivi di un contesto economico e della nostra attività in miglioramento” e che offrono una “base di partenza positiva per l’intero anno di avvio del Piano d’Impresa 2014-2017 “. I profitti sono stati sostenuti dal buon andamento dei proventi, dal margine di interesse e dalle commissioni.  Il gruppo si è attivato rapidamente nell’avviare le prime iniziative nelle tre aree definite nel  Piano d’impresa, New growth bank, Core growth bank e Capital light bank, inclusa la creazione di Mediocredito Italiano come nuovo hub finanziario per le Pmi e il lancio di Banca 5, che già dispone di 1.800 relationship manager sul territorio. L’obiettivo del piano, ha ricordato Messina, sono comunque  crescita e  redditività sostenibile.

Se questi dati dovessero trovare conferma nel prosieguo dell’esercizio, si potrebbe pensare ad una corresponsione dei dividendi agli azionisti. Per gli analisti  in molti paesi europei le autorità sembrano orientate a non permettere alle banche di destinare a dividendo una quota dell’utile consistente come quella prevista da Intesa. Una posizione restrittiva dei regolatori nazionali che potrebbe invitare a limitare la remunerazione del capitale e spingere al rafforzamento patrimoniale, creando problemi alla politica dei dividendi.

“Noi abbiamo un Common Equity Tier (Cet1) al 12,6% considerando l’accantonamento proquota del dividendo, non vedo nessun problema”, ha risposto Messina che ha ricordato che Intesa Sanpaolo è “tra le banche più capitalizzate in Europa, discorso diverso se per esempio avessimo valori compresi tra 9% e 9,5%. L’unico vincolo è il livello del Cet1. Se mai dovessimo avere bisogno di una approvazione dei regolatori questa riguarderebbe la possibilità di distribuire il capitale in eccesso”.  Il Common Equity ratio pro-forma Basilea 3 a regime è salito al 12,6% dal 12,3% di fine 2013, livello top tra le maggiori banche europee ed equivalente a circa 9 miliardi di euro di capitale in eccesso e a circa 12 miliardi di euro di buffer di capitale per l’esercizio di Asset quality review.

Tornando ai conti, frenano i crediti deteriorati e si riducono gli accantonamenti. Nel periodo l’istituto ha sperimentato un miglioramento nel trend del credito con i flussi di nuovi crediti deteriorati provenienti da crediti in bonis in diminuzione: i flussi netti sono ammontati a 1,5 miliardi, contro i 3,6 miliardi del quarto trimestre 2013 (-58%).  Sono stati comunque stanziati 1,07 miliardi a fronte dei rischi creditizi, sebbene in calo dai 3,09 del quarto trimestre 2013. Per compensare il calo dei rendimenti, Intesa ha poi aumentato la duration del portafoglio titoli di stato da 2,1 a 2,78 anni.

BANCA5. Nel nuovo Piano d’impresa 2014-17, presentato lo scorso 28 marzo, c’è spazio per la nascita di Banca5, la nuova unità interna chiamata a potenziare i ricavi da quei 5 milioni di clienti che intrattengono al momento relazioni marginali con la banca, e comunque a basso valore aggiunto. Il gruppo punta ad offrire a questi clienti “trascurati” carte di debito e di credito, finanziamenti personali, assicurazioni, piani d’accumulo. Ad inizio maggio è stato costituito un nucleo di 1.800 gestori sparsi in tutta Italia. Entro il 2017, Banca5 dovrebbe disporre di ben tremila persone, che si dedicheranno al rafforzamento della relazione con questi tanti clienti marginali.

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