PIAZZA AFFARI SPROFONDA CON IL PIL ITALIANO. MOLTO MALE I BANCARI. SPREAD SALE A 180 BP.

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MILANO, 15 maggio 2014 – Piazza Affari archivia in netto ribasso una seduta che, ancora una volta, conferma l’inversione del trend del secondo trimestre rispetto ai primi tre mesi. L’indice FTSE Mib ha perso il 3,61% (20.419,62 punti la chiusura, 20.394,51 punti il minimo intraday). L’AllShare è arretrato del 3,48% e il Mid Cap del 2,31%.

La seduta negativa, che fa seguito ad altre dei giorni precedenti, sarebbe condizionata, secondo i trader, dall’attesa dell’esito delle elezioni europee e dall’ondata di maxi-aumenti di capitale che a breve si abbatterà sul settore bancario. Inoltre oggi l’Istat ha fornito dati negativi sul Pil italiano nel primo trimestre, in calo dello 0,1% e che rischia di far cadere il paese nel baratro delle recessione, oltre che della deflazione. Ciò rende improcrastinabili interventi nazionali ed europei a sostegno dell’economia, come peraltro annunciato anche dalla Bce per il prossimo giugno. Un peggioramento ulteriore si è registrato dopo la pubblicazione dei dati Usa e delle indiscrezioni, peraltro smentite, su una tassa retroattiva sui capital gain degli investitori esteri in bond greci.

Volumi in crescita e anomali, per un controvalore di circa 5,3 miliardi di euro.

Finanziari ancora sotto pressione: l’indice delle banche italiane è sceso del 5,84%. UNICREDIT (-5,66%) in linea con il comparto. Pesante prima della pubblicazione dei conti trimestrali, INTESA SANPAOLO (-6,22%) ha ridotto le perdite nel corso del pomeriggio, salvo peggiorare nuovamente nel finale.Peggio UBI (-7,74%), al centro di un’indagine penale per ostacolo alle funzioni di vigilanza. In scia POPOLARE MILANO (-6,84%), dove Blackrock ha dichiarato di essere il secondo azionista per oltre il 5%, POPOLARE EMILIA ROMAGNA (-5,33%), BANCO POPOLARE (-5,81%), MONTEPASCHI (-6,46%) e MEDIOBANCA (-4,36%). MEDIOLANUM ancora in profondo rosso (-7,09%) dopo i conti, pubblicati ieri. Al traino AZIMUT (-4,75%) e, fuori dal paniere principale, BANCA GENERALI (-4,93%). GENERALI parzialmente fuori dal coro (-0,85%) grazie ai risultati trimestrali. In lettera UNIPOLSAI (-2,02%) nel giorno della diffusione dei conti.

MEDIASET in forte calo (-8,54%) per il secondo giorno consecutivo. A picco anche i titoli che si erano difesi nei giorni scorsi, in particolare gli energetici: BUZZI UNICEM -5,77%, FINMECCANICA -4,02%, TELECOM ITALIA -4,33%, SAIPEM -4,48%, TERNA -3,02%, ENEL -3,89%, SNAM -3,14%, A2A -3,05%, ENEL GREEN POWER -2,74%.

Lo spread, condizionato da tutti questi eventi negativi, è ritornato prepotentemente a quota 180.

La relativa tenuta di ENI (-1,8%) ha evitato che la caduta si trasformasse in tracollo.

Vendite anche sui titoli del comparto automotive: FIAT -3,65%, CNH INDUSTRIAL -1,53%, EXOR -3,66% e PIRELLI -3,2%.

Hanno contenuto le perdite GTECH (-1,15%), PRYSMIAN (-1,24%), CAMPARI (-1,48%) e LUXOTTICA (-0,44%).

Fuori dal paniere principale, la trimestrale si è tradotta in un progresso per INTERPUMP (+2,67%). Buona la reazione ai conti anche di SALINI IMPREGILO (+2,05%) e PARMALAT (+1,13%). Viceversa, a picco EEMS (-26,6%). TISCALI affonda (-16,39%) alla vigilia della trimestrale.

 

 

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