PIAZZA AFFARI IN RIBASSO. MALE I BANCARI. SPREAD SOTTO 150.

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MILANO, 9 maggio – Piazza Affari chiude in ribasso, facendo decisamente peggio delle altre piazze europee, a causa di realizzi sui titoli bancari e dopo il calo di alcune blue chip come Prysmian e Cnh.  L’indice FTSEMib chiude in ribasso dell’1,56%, l’Allshare dell’1,5%. Volumi per 3,3 miliardi.

Madrid, la più volatile delle borse europee, perde lo 0,9%, Parigi, Londra e Francoforte segnano cali più contenuti.

Scendono le banche dopo l’impennata di ieri a seguito dell’apertura di Draghi a un possibile intervento espansivo a giugno. UNICREDIT, -2,9%, INTESA SANPAOLO -2,36%. Pesanti AZIMUT in calo del 4,5%, MEDIOBANCA che cala di oltre il 5%, POP EMILIA -7%. L’indice di settore in Europa cede l’1,2%.

Nuovo calo di PRYSMIAN, dopo i risultati trimestrali in contrazione e la revisione al ribasso della guidance a causa dei ritardi nell’esecuzione di un progetto. Il gruppo ha smentito di avere allo studio un’integrazione con Nexans.  CNH perde terreno dopo la trimestrale di ieri pomeriggio e dopo il piano industriale al 2018. Lieve rimbalzo di FIAT, dopo la caduta seguìta al nuovo piano industriale in un settore leggermente negativo in Europa. Gli analisti considerano gli obiettivi troppo ambiziosi, soprattutto in termini di debito e pensano sia necessario un aumento di capitale.

Modesta flessione per TELECOM a fronte del netto ribasso di TELEFONICA, primo azionista, che ha deluso il mercato con la sua trimestrale in contrazione.  DMAIL sale del 5% dopo gli accordi di ristrutturazione del debito, con volumi sopra la media, ma sempre esigui, inferiori al milione di euro a fine seduta.

Lo spread tra il Btp e il Bund tedesco termina a 149,6 punti base dopo aver toccato stamani il minimo da aprile 2011 a quota 144. Il rendimento del decennale italiano è al 2,95%, sui minimi storici. Il differenziale tra i decennali di Spagna e Germania segna invece 146 punti base. L’andamento del differenziale è comunque positivo: bel tempo costante su questo fronte, determinato anche da una maggiore fiducia degli investitori e dell’Europa nei confronti dell’Italia, anche alla luce delle riforme strutturali programmate e delle iniziative del governo Renzi tese ad una significativa riduzione della spesa pubblica. Gioca inoltre positivamente anche la parziale revisione migliorativa delle stime sulla crescita italiana da parte di Moody’s. L’agenzia di rating ha previsto, infatti, per il 2015, unaa crescita del Pil italiano compresa tra l’1 ed il 2%.https://economiaefuturo.wordpress.com/2014/05/09/moodys-stima-favorevolmente-leconomia-italiana-nel-2015-pil-in-crescita-tra-l1-ed-il-2/

 

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