FACEBOOK LUOGO DI INCONTRO MA ANCHE DI COMMISSIONE DI REATI. UNA RICERCA DI CHECKBLACKLIST.

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CheckBlackList, pagina creata e gestita da professionisti nel settore dell’Informatica, offre un elenco esaustivo dei reati che possono essere perseguiti su Facebook

Qualunque attività effettuata su Internet (e di conseguenza anche su Facebook) è registrata sui siti in cui viene eseguita (da un minimo di 3 mesi a un massimo di 2 anni, in funzione della legislazione dello Stato di origine del gestore), e l’autore è, generalmente, SEMPRE rintracciabile da parte degli organi di controllo preposti (Polizia Postale, Carabinieri, Guardia di Finanza) e a seguito di un ordine dell’Autorità Giudiziaria.

1 – Utilizzo di Facebook per intenti illeciti

In questo caso, il social network è un semplice mezzo per ottenere finalità illecite. Sono considerati reati e punibili le seguenti azioni:

invio di materiale pubblicitario non autorizzato (spamming)
raccolta e l’utilizzo indebito di dati personali, attività espressamente vietate dal T.U. sulla privacy (d.lgs. n. 196 del 2003)
utilizzo dei contatti per trasmettere volutamente virus informatici (art. 615-quinquies)
utilizzo dei contatti per acquisire abusivamente codici di accesso per violare sistemi informatici (art. 615-quater)
scambio di immagini pedopornografiche che integra gli estremi del reato ad es. di cessione di materiale pedopornografico (art. 600-ter)
inviare messaggi di propaganda politica, di incitamento all’odio e alla discriminazione razziale.

2 – Utilizzo di Facebook per comunicare con altri utenti (in modo “sbagliato”)

Alcuni reati più comuni su Facebook assumono delle caratteristiche che risultano sanzionabili d’ufficio, anche in assenza di una denuncia da parte dell’interessato.

Diffamazione

Il reato, punito dall’art. 595 c.p. con pene fino a 3 anni di reclusione (con annesso diritto al risarcimento nei confronti della parte lesa), prevede l’inserimento di frasi offensive  , notizie riservate la cui divulgazione provoca pregiudizi, foto denigratorie o comunque la cui pubblicazione ha ripercussioni negative, anche potenziali, sulla reputazione della persona ritratta.

Sostituzione di persona e usurpazione di titoli e onori

La Cassazione, nel 2007, ha ritenuto che rientri in tale reato il comportamento di chi crea un falso account di posta elettronica, intrattenendo corrispondenze informatiche con altre persone e spacciandosi per persona diversa (quindi come su FB). Anche se per integrare il reato di cui all’art. 494 c.p. è necessario il fine di conseguire un vantaggio o recare un danno, tali requisiti sono intesi in modo molto ampio, come non comprensivi solamente di vantaggi e/o danni di tipo economico ed è molto facile ravvisarli nei casi concreti. E’ reato quindi (anche su Facebook) spacciarsi per persona diversa, o utilizzare marchi, simboli o loghi per rappresentare ciò che non si è, o trarre comunque in inganno altri utenti sulla propria professione.

Per gli ulteriori approfondimenti sull’argomento rimandiamo all’articolo pubblicato oggi dal blog “Pianetablu News”, che ringraziamo.

http://pianetablunews.wordpress.com/2014/05/05/tutti-i-reati-perseguibili-su-facebook/#more-15566

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