DALL’EUROPA 41 MILIARDI PER LE IMPRESE.

 

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Un articolo a firma di Giuseppe Chiellino illustra sul Sole 24 Ore del 18 aprile scorso come saranno impiegati nei prossimi sette anni i 31,2 miliardi di euro di fondi strutturali (Fondo per lo sviluppo regionale e Fondo sociale) assegnati all’Italia nella programmazione europea 2014-2020, più i 10,5 miliardi del Feasr (destinato all’agricoltura e allo sviluppo rurale). In tutto 41 miliardi e mezzo a cui si aggiungerà un importo analogo di cofinanziamento nazionale. L’accordo di partenariato, con cui ciascuno stato membro si impegna con la Unione Europea sulla spesa delle risorse comunitarie. L’abilità di reperire questi fondi nel futuro farà la differenza nella configurazione e nello sviluppo del territorio.

Va aggiunto che il governo Renzi sta spingendo, negli ultimi tempi, affinché la Commissione Ue riconosca i fondi di cofinanziamento nazionale estranei al computo del deficit nel rapporto deficit/Pil ammesso dal fiscal compact; sarebbero invece da considerare, secondo l’esecutivo, come investimenti destinati alla crescita e dunque, in quanto tali, esenti.

Nella programmazione settennale delle risorse comunitarie per le annualità 2012-2020. gli ultimi ritocchi riguardano la distribuzione tra i piani operativi nazionali (Pon) e quelli regionali (Por). Questi aggiustamenti non modificano la strategia impostata dal precedente governo: 1- concentrare le risorse sull’innovazione, 2- sulla ricerca e 3- sul sostegno alle Piccole e medie imprese. Questi primi tre obiettivi tematici (in tutto sono 11) assorbono circa un terzo delle risorse europee.

Più del 90% delle risorse del Fondo sociale Europeo è concentrato sugli obiettivi che riguardano l’occupazione, l’inclusione sociale, l’istruzione e la formazione. Compresi anche i fondi Fesr e Feasr, si superano i 12 miliardi di euro.

La grossa novità rispetto alla vecchia programmazione è rappresentata dalla limitata dotazione di risorse per le infrastrutture (1,7 miliardi) dedicati soprattutto al completamento di opere già esistenti, all’intermodalità, alle aree interne e all’ottimizzazione del traffico aereo.

GLI 11 OBIETTIVI TEMATICI

1) rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione;
2) migliorare l’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nonché l’impiego e la qualità delle medesime;
3) promuovere la competitività delle piccole e medie imprese, il settore agricolo (per il FEASR) e il settore della pesca e dell’acquacoltura (per il FEAMP);
4) sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonioin tutti i settori;
5) promuovere l’adattamento al cambiamento climatico, la prevenzione e la gestione dei rischi;
6) tutelare l’ambiente e promuovere l’uso efficiente delle risorse;
7) promuovere sistemi di trasporto sostenibili ed eliminare le strozzature nelle principali infrastrutture di rete;
8) promuovere l’occupazione e sostenere la mobilità dei lavoratori;
9) promuovere l’inclusione sociale e combattere la povertà;
10) investire nelle competenze, nell’istruzione e nell’apprendimento permanente;
11) rafforzare la capacità istituzionale e promuovere un’amministrazione pubblica efficiente.

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