AUMENTARE IL TASSO D’INFLAZIONE PER AIUTARE L’ECONOMIA.

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Tradizionalmente per inflazione si intende l’aumento prolungato del livello medio generale dei prezzi di beni e servizi in un dato periodo di tempo, che genera una diminuzione del potere d’acquisto della moneta. Non sembra essere proprio il caso dell’Italia e dell’Unione Monetaria Europea (Uem) in genere che, anzi, sono a forte rischio di deflazione.

(https://economiaefuturo.wordpress.com/2014/04/14/area-euro-a-rischio-deflazione-ed-euro-troppo-forte/).

Questo rischio dipende dalla contrazione della domanda rispetto all’offerta, ma anche dalla moneta unica troppo forte rispetto al dollaro, che mette a repentaglio anche le nostre esportazioni.

Olivier Blanchard, capo economista del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), ritiene che un tasso d’inflazione sino al 4% sia positivo per l’economia, in quanto potrebbe sostenere attivamente le dinamiche di crescita dei salari e conseguentemente rilanciare la domanda interna, a tutto vantaggio delle imprese sia commerciali che produttive.La Bce al momento ha individuato come soglia il 2%, e starebbe per adottare strumenti come il quantitative easing, l’acquisto di titoli governativi in cambio di liquidità sui mercati, oltre ad accettare a collaterale dei prestiti agevolati alle banche, titoli cartolarizzati aventi quale sottostante finanziamenti ad imprese e famiglie. L’obiettivo della Bce è che le banche, con i nuovi finanziamenti della banca centrale, possano riprendere ad erogare credito alle pmi, contribuendo così alla ripresa economica.

Non mancano comunque scuole di pensiero economico che ritengono opportuna un’inflazione più alta almeno in talune situazioni. L’iperinflazione è invece unanimemente considerata negativa.

Sarebbero necessarie, non solo a parere di chi scrive, ulteriori misure per rilanciare l’economia e per aumentare di quel che basta l’inflazione, a partire dal ritorno alla scala mobile (o indennità di contingenza), che consentirebbe al lavoro salariato in particolare, di mantenere inalterato il proprio potere d’acquisto e dunque di poter continuare a consumare quanto meno beni e servizi essenziali.a, salari  Politiche di sostegno al reddito, come il c.d. reddito minimo di cittadinanza, che pure prevede investimenti da parte dello Stato, con conseguente incidenza sul debito pubblico, avrebbero certamente quale conseguenza l’immissione in circolazione di nuove masse monetarie (M3), dunque l’aumento del tasso d’inflazione e dei prezzi medi, ma allo stesso tempo l’incremento della domanda interna. Ci troveremmo, in questo caso, in una situazione simile a quella a suo tempo prospettata da Keynes, e cioè che l’inflazione può prescindere dalla domanda superiore all’offerta, quando ci si trovi in una situazione di piena occupazione, in cui la domanda cresce per la crescita dei salari.

Anche il premio Nobel per l’economia Paul Krugman, in un articolo pubblicato Domenica 20 aprile da Il Sole 24 Ore (p. 1-19), rilancia l’importanza di far crescere l’inflazione, sostenendo che la crescita dell’inflazione è una paranoia per pochi: “La politica monetaria non è in realtà una materia tecnica, immune da condizionamenti politici: un’inflazione moderata può essere benefica per l’occupazione specialmente quando un Paese sta cercando di smaltire un forte indebitamento, ma è venefica per lo 0,1% più ricco degli americani; e questo fatto finisce per influire in maniera rilevante sulla discussione … L’economista Carmen Reinhart in passato ha sostenuto che i Paesi fortemente indebitati di regola smaltiscono il loro debito prevalentemente attraverso la “repressione finanziaria”, cioè tenendo bassi i tassi di interesse e in questo modo facendo sgonfiare parte del debito. Sembra una cosa brutta, ma in realtà per la stragrande maggioranza della popolazione non lo è … Ma un gruppo, tanto ristretto quanto influente, che con le politiche di repressione finanziaria finisce per rimetterci c’è, ed è quello 0,1%” (della popolazione , quelli che percepiscono il 4% del monte salari complessivo, ma possiedono più del 20% della ricchezza).

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