GOVERNO. CONFERMATI GLI 80 EURO IN BUSTA PAGA. ANNULLATI I TAGLI ALLA SANITA’, TETTI AGLI STIPENDI DEI MAGISTRATI

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Arriva il decreto per i ”mitici” 80 euro in busta paga ai dipendenti.  Non c’è più l’intervento sulla sanità e si conferma l’intervento sugli F35. Ecco i dettagli:

Bonus  80 euro strutturale – I ”mitici” 80 euro in più in busta paga – spiega lo stesso Renzi – sono ”una misura che non è una tantum, ma strutturale come è strutturale il processo del taglio della spesa”, cioè la spending review. Si tratterebbe di 80 euro per tutti con un leggero decalage tra i 24 e i 26.000 euro. Ma per il 2015 l’intervento sarà previsto dalla legge di Stabilità: una necessità per individuare le coperture. Alla fine si è scelto di posporre l’intervento sugli incapienti a data da destinarsi. Lo stesso per gli autonomi. ”Non do tempi”, dice Renzi. ”Ha prevalso – spiega – l’obbligo di mantenere l’impegno di dare 80 euro a 10 milioni di persone”.

Ok a taglio Irap – Si conferma il taglio del 10% in via strutturale all’Irap che dovrebbe essere finanziato con l’aumento del prelievo sulle rendite finanziarie, che entrerà in vigore non più dal prossimo 1° maggio, bensì dal 1° luglio..

Cinque auto blu per ministero – Solo cinque auto blu per ministero. E’ uno dei tagli previsti dal decreto che Renzi ha spiegato cosi’: in pratica i sottosegretari andranno a piedi. Cottarelli, il commissario alla Spending Review, aveva ipotizzato anche una sola auto per dicastero.

Meno spazio per dipendenti pa – Lo spazio destinato al lavoro dei dipendenti pubblici ”si restringe”: da 44 a 24 metri quadrati. L’obiettivo e’ quello di risparmiare sugli affitti.

Nessun intervento su sanità e Caf – Sanità e Caf non compaiono più nel decreto. I due interventi, anche corposi, apparivano invece nelle bozze circolate nei giorni scorsi. I Caf ”lavoreranno un po’ meno grazie all’invio digitale della dichiarazione dei redditi per 32 milioni di cittadini”.

Coperture 6,9 mld 2014; 14 in 2015 – Le coperture per l’intervento sono di 6,9 miliardi nel 2014 che diventano 14 nel 2015. In realtà per coprire l’Irpef l’anno prossimo – dice Pier Carlo Padoan – ne basteranno 10. Gli altri 4 si potranno utilizzare per altri interventi. ”Un sogno – dice Padoan – per chi fa politica economica”.

Da difesa 400 mln, 150 da F35 – La difesa contribuisce per 400 milioni di euro, di cui 150 con lo spostamento del programma F35.

Tetto a stipendi pubblici, anche magistrati – Tetto a 240.000 euro per gli stipendi del settore pubblico. Non sarà retroattivo e non riguarderà le pensioni. Riguarderà però anche i magistrati.

100 mln da editoria – Non ci sarà più l’obbligo di pubblicate gli annunci di vendite ed aste sui quotidiani, trasferendo il tutto su internet. Vale 100 milioni. E si registra già le critiche di Fieg e dell’intero mondo dell’editoria, già in forte crisi, che rischia conseguenze ancor più gravi se dovessero venir meno i contributi provenienti proprio dalle inserzioni, ad oggi obbligatorie, della c.d. pubblicità legale.

Dalle banche 1,8 mld –  a contribuire in particolar modo (1,8 miliardi) saranno quest’anno le banche che possiedono quote (rivalutate) di Bankitalia, che, solo per quest’anno in verità, subiranno un aumento della tassazione al 26%. L’Abi, che ha dichiarato come le banche italiane rischino di non passare i test sugli asset patrimoniali della Bce e che pertanto andranno incontro a breve a molti aumenti di capitale, ha già annunciato ricorsi.

Altri 8 mld da p.a. a imprese, 1,6 mld da Iva – Il governo sblocca altri 8 miliardi di debiti verso le imprese. E il Governo conta sul fatto che questi, insieme agli altri già sbloccati, genereranno nel biennio 2014-2015 1,6 miliardi.

2 mld da agevolazione imprese – Dalle agevolazioni alle imprese arriveranno 2 miliardi in due anni.

2,2 mld tra innovazione e sobrietà – Taglio alle auto blu, semplificazioni, tempi certi. Tra ‘innovazione’ e ‘sobrietà il governo punta ad incassare nel biennio 2,2 miliardi.

Mega copertura da lotta evasione – Dalla lotta all’evasione il governo punta a incassare 3, 3 mld nel biennio: 300 milioni nel 2014; 3 miliardi nel 2015.

1,1 mld da municipalizzate – Municipalizzate sotto tiro: 100 milioni nel 2014, 1 miliardo nel 2015. Si punta a passare da circa 8.000 a 1.000 municipalizzate.

Taglio beni e servizi – Dalla voce acquisti di beni e servizi si otterranno 2,1 miliardi divisi in tre parti: enti locali, Regioni e Stato che contribuiranno ciascuno con 700 milioni.

Rai può vendere Rai Way – La Rai è chiamata a concorrere al risanamento con 150 milioni. e’ autorizzata a vendere Rai Way e riorganizzare le sedi regionali.

Spese online o taglio a trasferimenti – Renzi spiega che tutte le spese degli enti locali e anche di quelli centrali saranno online entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto. La previsione di legge già c’era ma non era sanzionata. Ora se il singolo comune non fornisce il dettaglio delle spese il governo ridurrà i trasferimenti.

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